La signorina M. e la grande fuga

La signorina M. e la grande fuga

Sono da poco trascorse le diciannove quando squilla il telefono. Adagio lo straccio sul lavello, mi asciugo le mani e rispondo: -Pronto? -Ciao, tesoro. Buon Natale! La voce inconfondibile della signorina M. echeggia lontana Km. Telefona da Parigi. È partita il giorno della vigilia di Natale con un gruppo di amiche e resterà là tre giorni. -Ah, quindi quest’anno hai disdegnato la famiglia-celio io. Non l’avessi mai detto. Le porgo il la per tessere le lodi dei pranzi degli anni passati in famiglia. -Tesoro, detto tra noi, la sola idea…