Quello che la mente non considera

Quello che la mente non considera

Le sere vicine al mare, felici di scappare dai soliti fine settimana, dalla gente. Dai ragazzi e dalle ragazze in fila per ballare tutta la notte con una cuffia fluorescente nelle orecchie, eccitati da fiumi di alcol: sorridere, mettersi in posa, schivando a malapena fossi neri, vuoti emotivi. Noi no, almeno non insieme. Se stiamo insieme. C’è chi cerca la folla, i capannelli fuori ai disco bar, le piazze gremite. La nostra folla siamo noi, la fantasia, le storie. Odiare la solitudine è il motto di tutti. Ma la solitudine…

Jeremy e io: passeggiare

Jeremy e io: passeggiare

Ho addosso il profumo di Jeremy. Mi si è attaccato sulla pelle.  Sarà successo quando mi ha abbracciata sotto casa, poco fa. Tornavamo da una passeggiata sul molo: mano nella mano, a passetti lungo la banchina e le barche ormeggiate. Mi ha invitata Jeremy ad uscire, come tante altre volte. Se gli va, afferra il cellulare, digita il mio numero e mi dice “dai, vestiti che vengo a prenderti”. Non ricordo di avergli detto mai di no. Finiamo al molo, spesso, e parliamo. Parliamo di noi, del futuro, della poesia….

Jeremy e io: l’orologio a muro

Jeremy e io: l’orologio a muro

Jeremy mi ha regalato un orologio vintage, da muro. Sullo sfondo, una caliginosa Parigi anni Venti. A furia di contemplarlo, ti si apre davanti il tempo e ci sei dentro. Ho un debole per Parigi e Jeremy lo sa. Specie per il periodo di Hemingway, di Stein, di Fitzgerald. Parigi era l’Europa snob e saccente, era il mondo che anteponeva la bellezza e l’arte all’ordinarietà. Era il tempo dei bohémien e della generazione perduta.  A Parigi ci sono stata una volta, molti anni fa. Poi l’ho respirata attraverso i libri…