Parole in fumo

Parole in fumo

Vorrei scrivere ma non trovo le parole. Quando accade avverto forte un senso di frustrazione. Non che oggi non abbia scritto eh: da addetta alla comunicazione mastico e tiro fuori un mucchio di testi ogni santo dì. Tuttavia quello che cerco da sere è l’accordo per un motivo nuovo, la spinta per sprofondare nelle mie storie. Mi chiedo perché questo blocco. Poi mi rassicuro che scervellarsi non serve e che potrei riprendere L’ultima estate in città o Notte e giorno da dove li avevo lasciati. La rassicurazione, però, si affievolisce….

Scrivere, perché?

Scrivere, perché?

Il mestiere di scrivere spompa. Ti svuota. Tutto il giorno a riciclare parole, per poi tirarle fuori all’occorrenza,  fumose. Eccole là, materia plastica da modellare, adattare, rifinire. Scrivere non è tutta la mia vita, ma solo un modo di attraversarla.  Assomiglia a un bisogno, come bere e mangiare. Scrivo per inquadrare quello che vedo, per interpretare quello che mi accade. Quando mi annoio, quando mi pare di stare agli antipodi di questa società impazzita, tiro fuori il blocco e la penna e prendo a buttare giù pensieri, frasi, appunti. Al di là…