Tenera è la notte

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Tenera è la notte” è un libro bellissimo e struggente. Un capolavoro della letteratura americana, tradotto magistralmente da Fernanda Pivano e pubblicato per la prima volta in Italia da Giulio Einaudinel 1949. Mi sembra superfluo raccontarne la trama. Fitzgerald ha tracciato due personaggi femminili complessi:Nicole, prima paziente e poi moglie di Dick Diver, il protagonista, e Rosemary, giovanissima attrice in carriera e amante di Dick. 

Detto così, sembra un triangolo amoroso, eppure quello che innamora il lettore ed eleva il romanzo a capolavoro, è l’accurata analisi dello spazio, del silenzio assordante, dei mostri della mente. L’autore conosce la linea degli sguardi furtivi, sa il significato di ogni battito di ciglia, di ogni intreccio di mani. Il rapporto tra Dick e la moglie nasce su interessi altri, su una passione che brucia in fretta e sfuma. Il respiro della loro unione è corto. Durante una vacanza in Costa Azzurra, ecco che spunta Rosemary: giovane, sconosciuta, ingenua. Un foglio bianco, un viaggio ancora da vivere. La sicurezza di Dick conquista la ragazza, che ben presto è tra le sua braccia. Poi l’estate finisce: mutano le stagioni, gli sfondi, le città, le vite, fino a separazioni inevitabili. Non ci sono finali brillanti o lieto fine. Solo ritratti, che a distanza di anni non smettono di appartenerci.

 

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